La rottura di un cristallo monolitico causa la frammentazione dello stesso in falde dai bordi estremamente taglienti.
Tali falde sono la causa dei ferimenti nel caso in cui dovessero venire a contatto con una persona, oppure l’innesco della caduta di frammenti dall'alto, con ulteriore incremento di pericolosità.
Il vetro stratificato di sicurezza è composto da due o più lastre di vetro tra loro unite su tutta la superficie mediante l’interposizione di uno o più fogli di un particolare film plastico, il Polivinilbutirrale (PVB).
Il PVB raggiunge, al termine del processo di fabbricazione, delle caratteristiche elevate e stabili nel tempo in termini di trasparenza e adesione alla lastre di vetro.
In caso di rottura o urto, i film plastici mantengono il vetro in opera. Il vetro si rompe ma i frammenti rimangono incollati al film. Nei tentativi di effrazione, queste caratteristiche impediscono o rallentano l’intrusione.
Il procedimento di tempra può avvenire termicamente o chimicamente:
Il vetro temprato termicamente è realizzato mediante un trattamento che consiste nel sottoporre il vetro ad uno shock termico che prevede un brusco raffreddamento dalla temperatura di circa 650°C. Questo comporta la formazione di micro-fratture interne che, risaldandosi tra loro, lo rendono più resistente e in grado di sbriciolarsi in frammenti non taglienti, in caso di rottura.
Il vetro indurito, poi, è sottoposto a tempra termica ma con raffreddamento più lento rispetto a tale lavorazione. Inoltre la sua rottura avviene in pezzi grossolani.
Il vetro temprato chimicamente è caratterizzato da resistenza meccanica molto elevata dovuta al rinforzo chimico della superficie mediante scambio ionico ad alta temperatura.