Il processo di tempera del vetro, determina l'indurimento della lastra trattata conferendole caratteristiche di resistenza meccanica superiore rispetto a una lastra non trattata.
La lasta temperata acquisisce una resistenza a flessione di circa 5 volte superiore (quasi 10 per la tempera chimica), e in caso di rottura le tensioni interne determinano la sua frantumazione (in gergo "scoppio") in pezzi molto piccoli. La normativa di riferimento per la prova di rottura è la UNI EN 12150, in cui viene stabilito il numero minimo di frammenti contenuti in una superficie di 5 x 5 cm di una lastra alla post rottura (es. per spessori da 4 a 20mm minimo 40 pz.).
La tempera dei cristalli può avvenire attraverso un processo Termico oppure Chimico.
Il cristallo temperato viene impiegato in quei casi in cui è richiesta una notevole resistenza meccanica con montaggi senza l’ausilio di serramenti, associata a una sicurezza in caso di rottura.
Nel suo uso quotidiano lo possiamo vedere impiegato nelle vetrate e porte interamente in cristallo, mensole, ripiani, e in tutte quelle applicazioni in cui non è possibile utilizzare un cristallo stratificato.
A causa della sua caratteristica di sicurezza che ne determina la frantumazione, vi sono casi in cui il cristallo temperato viene associato a un cristallo stratificato attraverso l'unione di due o più lastre temperate, sfruttando in modo sinergico le caratteristiche meccaniche del temperato a quelle leganti dello stratificato, formando un sandwich di sicurezza altamente performante (per esempio nei cristalli parapetti, pensiline, strutturali).